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Non perdono nessuno se a farne le spese sono i cani


Non apprezzo la città, eppure spesso sono costretto a recarmici mio malgrado. Durante una delle mie obbligate passeggiate cittadine, incappo in un piccolo meticcio di pinscher che appena mi vede mi guarda ed abbaia. Il solerte proprietario lo strattona emettendo un suono tristemente famoso: "sscht". Di fronte al persistere del comportamento del cane il proprietario si china su di esso e lo colpisce alla carotide con il dito medio e l'indice come se brandisse una pistola. I colpi di karate e gli strattoni non terminano, così come l'abbaio, anche quando sono ormai distante.
Bobo

Il sussurratore strattona, calcia, soffoca e percuote, in poche parole terrorizza i suoi 'pazienti' con un linguaggio ai cani poco conosciuto: la violenza.

Svolto l'angolo lasciando il problema alle spalle anche se un senso di forte nausea mi assale. Alla nausea fa ben presto eco la rabbia. Non faccio neppure in tempo a metabolizzare l'accaduto che un altro signore, con al guinzaglio un pastore tedesco, mi passa fianco senza neppure guardarmi. Pochi passi ed un cane abbaia da un recinto limitrofo al marciapiede. Mi volto sapendo già ciò che mi toccherà osservare. Il Signore tiene impiccato il suo cane con il collare a strangolo, sollevando il guinzaglio, perché non risponda all'abbaio dell'altro. Una normale camminata fra uomini che sussurrano ai cani. Tornato a casa, accendo la TV e facendo zapping mi imbatto nello 'psicologo dei cani' che tra una spiegazione e l'altra sulla 'calma assertiva' e gli 'ingranaggi del cervello bloccati', agisce sui cani altrui con la stessa professionalità pocanzi osservata fra le strade di una qualunque città. La sua capacità è del tutto autoreferenziale, giacchè la trasmissione ha l'unico scopo di creare una leggenda, mendace come abitudine del piccolo schermo, un mito capace di rimbecillire le masse con rimedi alla portata di tutti e che sappia far leva sull'inadeguatezza del popolo bue donando a chiunque l'illusione di poter diventare 'capobranco' anche solo per la durata di una passeggiata. A farne le spese sono i cani, falsamente al centro della materia trattata. Il sussurratore strattona, calcia, soffoca e percuote, in poche parole terrorizza i suoi 'pazienti' con un linguaggio ai cani poco conosciuto: la violenza. Non si faccia l'errore di confondere la violenza con la forza, così come non si confonda la sottomissione con la collaborazione. «La gente spesso si impone di tirare con il collare a strangolo o di scrollare il cane prendendolo per la collottola, insistendo che è ciò che i cani fanno agli altri cani. Sebbene il gioco e la comunicazione intraspecifica spesso contemplino i morsi e le prese alle spalle e al collo, questi comportamenti non sono analoghi a quelli utilizzati dalle persone. In uno studio retrospettivo condotto in Svezia sul dolore, sui danni o sulle modificazioni della colonna vertebrale nei cani, Hallgren (1992) scopri che il 91% dei cani con anomalie cervicali erano stati strattonati al guinzaglio o erano cani che da molto tempo tiravano al guinzaglio, oltre al fatto che nello stesso gruppo compariva l'uso del collare a strangolo in proporzioni molto elevate. Tutto questo suggerisce ampiamente che tali correzioni sono potenzialmente dannose. Ma si tratta poi veramente di comportamenti tipici della specie o sono una loro imitazione? In un'indagine sui comportamenti madre-cucciolo nelle cucciolate, su 190 allevatori, il 97,2% non ha mai assistito allo scrollamento della collottola da parte della madre nei confronti del cucciolo (Hallgren 1990). In migliaia di casi di osservazione di varie forme di aggressività verificatesi naturalmente,si è notato che lo scrollamento per la collottola è raro e insolito (Schulder & Netto, 1991). [...] Le correzioni più efficaci sono quelle che sfruttano il repertorio comportamentale intrinseco alla specie considerata e la violenza raramente risponde a questi criteri.» [Tratto da: "Studio retrospettivo sui danni causati dagli strattoni al guinzaglio e dal tirare con il collare a strangolo" dal libro “Clinica Comportamentale del Cane e del Gatto” di Karen L. Overall”, Edizioni Medico Scientifiche, rif. pag. 423 e 424, Imitazione dei comportamenti tipici della specie.] Autoproclamatosi psicologo dei cani, protetto dall'ipocrisia che la fama dona accecando le masse, propone metodi pericolosi per i cani e per i proprietari che, spinti dalla brama di emulare le avventure del superuomo ed assolti dalla benedizione del piccolo schermo, attuano quelle tecniche senza inibizione alcuna. Nell'era della filosofia del pochi, sporchi, maledetti e subito, poco importa se quei risultati che ci pare di ottenere siano effimeri e transitori. Il collare a strangolo (non è un caso che si chiami così), posizionato sulla seconda vertebra cervicale (come consiglia il vate e come, prima di lui, il Colonnello Most [1910]) provoca ad ogni strattone una pressione sulla laringe che provoca soffocamento. In alcuni episodi, questo strangolamento è protratto fino alla perdita della capacità di mantenere la stazione eretta e perfino alla perdita di conoscenza, finchè quindi il cane non è più in grado di reagire e crolla stremato, non perchè finalmente educato o 'sbloccato', come spesso afferma, ma semplicemente perchè impossibilitato ad esibire altri comortamenti. Questa è la base su cui i metodi coercitivi (coercizione=l'obbligare con la forza o minacciando di usarla) si sono sempre basati, ottenendo e sviluppando una cultura pericolosamente deviata, in cui l'occultare ha la priorità sul risolvere, come nascondere la polvere sotto il tappeto ed illudersi di avere la casa lustra. Potremmo parlare e dilungarci per ore sugli errori e gli orrori che quella serie TV ha diffuso nella cinofilia, così come potremmo attaccare l'innominato per prenderne le distanze e cadere nella trappola di essere giudicati non per ciò che diciamo ma per ciò che siamo. Tanti nessuno contro un solo nome. Rivolgo, invece, la mia critica contro quei proprietari incapaci di stabilire un limite fra reality e realtà, cioè fra ciò che deve rimanere confinato nel piccolo schermo ed il mondo reale, privo dei limiti che spesso la pigrizia (in questo caso culturale) impone. I colpevoli siete voi, perchè nell'era dell'informazione e della conoscenza, cercate sempre la scorciatoia e soprattutto non riuscite neppure ad osservare ciò che sta a pochi centimetri dal vostro naso, il vostro cane, vera vittima del vostro solipsismo.



Inserito il 02 May 2012 da ulisse


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