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Cani "ch'avete intelletto d'amore"... Parte III


EMOZIONI E SENTIMENTI




Che il cane sia capace di intensa attività cognitiva e di rielaborazione del vissuto è ampiamente dimostrato sia dalla struttura anatomica (nei mammiferi la struttura cerebrale è molto simile) che dalla sua abilità comunicativa, dall'acuta elaborazione di strategie di problem solving, dall'intensa attività onirica e da molte altre evidenze scientifiche.

Negare la corrispondenza dei circuiti neurali, delle risposte comportamentali, delle stesse modificazioni psicofisiologiche, equivale oggi ad un'artificiosa forzatura dettata da interessi più che frutto di ragionamenti

L'encefalo (quello che erroneamente viene chiamato cervello) è composto da cervello e tronco encefalico.
Il cervello è suddiviso dalla fessura longitudinale in due emisferi, ciascuno dei quali presenta nella parte anteriore il rinoencefalo, sede di elaborazione delle informazioni raccolte dai nervi olfattori. Il rinoencefalo è parte integrante del sistema limbico, responsabile nei mammiferi di cambiamenti della psiche, della personalità, delle emozioni, etc. È qui che gli impulsi olfattivi, viscerali, orali, le afferenze ottiche, acustiche ed esterocettive; vengono filtrati ed immagazzinati come ricordi, suggerendo risposte comportamentali su base esperienziale. Le esperienze fatte nei primi sei mesi di vita, età in cui ha termine la crescita del cervello ed in particolare la mielinizzazione delle fibre, diventano fondamentali per le risposte comportamentali del soggetto adulto. Il cane attinge dai propri ricordi (bagaglio esperienziale) le informazione necessarie per l'elaborazione di strategie comportamentali, valutandone eventuali rischi e benefici (attività prefigurativa) e pur essendo geneticamente portato a seguire il proprio istinto, è capace di controllarsi. Maggiori saranno le esperienze positive vissute, più facile sarà per il soggetto affrontare situazioni diverse. Il cane, infatti, elabora le proprie esperienze passate, ne prefigura l'attuabilità ponderandone gli eventuali rischi e benefici, successivamente esibisce il comportamento più vantaggioso fra quelli conosciuti, arrivando arbitrariamente a sperimentarne di nuovi. Un cane con un deficit esperienziale, tenderà ad esibire con maggiore frequenza comportamenti di evitamento o di fuga di fronte a situazioni diverse da quelle conosciute.
Vi sono poi delle reazioni che non utilizzano processi cognitivi di elaborazione cosciente, risposte comportamentali immediate ai fini della sopravvivenza. Nella sua opera più visionaria e geniale (anche se per motivi filosofici non viene inserita nei programmi scolastici), L'espressione delle emozioni negli uomini e negli animali del 1872, Charles Darwin asserisce che le emozioni hanno come principale funzione quella di innescare una risposta immediata del soggetto ai fini della propria sopravvivenza.
Basti pensare ad una zebra che, spaventata, inizia a correre e presto quel moto viene condiviso da tutti i soggetti del branco. Proprio la funzione sociale delle emozioni, il comunicare agli altri le proprie reazioni psicofisiologiche (paura, incertezza, rabbia, etc.) e la loro funzione autoregolativa, furono oggetto degli studi dello psicologo canadese Paul Ekman, che confermarono l'univocità espressiva delle emozioni fondamentali, senza limiti di tempo, cultura o luogo.
Negare la corrispondenza dei circuiti neurali, delle risposte comportamentali, delle stesse modificazioni psicofisiologiche, equivale oggi ad un'artificiosa forzatura dettata da interessi più che frutto di ragionamenti.
Gli animali e quindi anche i cani provano emozioni.
Nella sua accezione più elementare, il termine emozione indica uno scambio tra mondo interno ed esterno dell'individuo (ex-movere, portare al di fuori, spostare all'esterno). Ogni essere vivente capace di interazioni con il mondo esterno ha la necessità di e-mozionarsi per sopravvivere. La risposta neuromuscolare che ne deriva è così rapida che la coscienza non è in grado di avvertire l'emozione che l'ha generata. Accelerazione del battito cardiaco, irrigidimento muscolare epiloerezione, sono quindi propri del percepire, sentire l'emozione, e vengono definiti sentimenti. Prestare attenzione alla sfera emozionale del nostro cane ed evitare che comportamenti emotivi di tipo adattativo (scappare impauriti nel traffico per aver udito il suono di un clacson, immobilizzarsi di fronte ad un'automobile) possano risultare nocivi, non è più un problema scientifico, ma un dovere dettato dall'etica.



Inserito il 27 Jan 2011 da ulisse


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