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Odissea, una storia di infinità mediocrità


Una società che abbia la pretesa di autocelebrarsi come “civile” deve porsi un problema etico.
Gli antichi greci, abili cesellatori della semantica, coniarono il termine èthos, letteralmente “carattere”, “comportamento”, “costume”. Questa parola aveva un significato preciso all’interno di una società che prima fra tutte
dovette porsi e risolvere un problema di convivenza fra diverse individualità, una convivenza pacifica che fosse in grado di tutelare il bene comune e fosse in grado di perorare il progresso di un popolo e non del più forte.
Sarà un caso, ma all’interno di quella società venne data grande importanza alla cultura della askesis, ovvero “ascesi” (crescita) ma anche “esercizio”.
Sapevano bene che senza la pratica del fare, senza la fatica e l’abilità tecnica ogni sviluppo teorico sarebbe stato vano.
Ecco la nascita delle arti, dell’architettura e dell’ingegneria: esempi concreti di un’armonica simbiosi fra speculazione filosofica ed artigianalità.
Ma come si sarebbe potuto realizzare tutto ciò senza uno status deontico, ovvero la consapevolezza che taluni comportamenti potevano giovare ed altri nuocere alla cosa pubblica?
Difficile costruire un percorso comune senza etica, senza «la ricerca di ... criteri che consentano all'individuo di gestire adeguatamente la propria libertà nel rispetto degli altri».
Questa cornice che sembrerebbe limitare la nostra azione, permette invece alla nostra libertà di estendersi ed esprimersi.
In un branco l’etica è il fondamento relazionale fra i vari membri che lo compongono.
Contrariamente all’immagine che una certa cultura deviata ha diffuso nei secoli, stigmatizzando il lupo quale icona del male, dobbiamo notare come l’impatto ambientale di questi animali sia molto più etico rispetto al nostro.
Nessuna inutile predazione, nessuna modificazione edonistica dell’habitat a discapito di altre specie, nessun comportamento lesivo dell’incolumità dei cospecifici (cioè del branco).
L’appagamento del proprio ego collima alla perfezione con il grado di nserimento sociale.
Mi piace pensare che qualche antico abbia coniato il termine èthos osservando un branco di canidi selvatici, stupito da un così alto grado di civiltà.
E altresì mi vergogno se penso a quanto, osservandoci, potrebbero pensare i cani della nostra arretratezza sociale.



Inserito il 18 May 2010 da ulisse


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