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Io cucciolo, tu cuccioli loro cucciolano e noi...


Spesso si sottovaluta l'importanza di una corretta gestione del cucciolo ed erroneamente si tratta il nuovo arrivato come un bebè, creando nei soggetti più timidi dei veri e propri problemi comportamentali.

Ma cos'hai nella pancia?

Spesso si sottovaluta l'importanza di una corretta gestione del cucciolo ed erroneamente si tratta il nuovo arrivato come un bebè, creando nei soggetti più timidi dei veri e propri problemi comportamentali. La responsabilità nei confronti del cucciolo parte da lontano, da chi decide di fare una cucciolata, con l'obbligo di selezionare bene i soggetti da accoppiare, evitando di fissare problemi sia di salute che di comportamento.
Importantissima è poi la fase di gestazione, durante la quale non bisogna sottoporre la futura mamma a stress: è stato infatti dimostrato che il cucciolo nel periodo prenatale (cioè quando è un feto nel ventre materno) è in grado di percepire il mondo esterno e di reagire agli eventuali stati di stress della madre.

Pageat ha dimostrato che i feti di 45 giorni reagivano inizialmente alle carezze del ventre materno e poi vi si abituavano graduatamente (esperienza intrauterina) . Si è poi osservata una maggiore sopportazione al contatto fisico con l'uomo(socializzazione intraspecifica) di quei cuccioli rispetto ad altri.
Allo stesso modo, altri feti reagivano a stati di stress indotti artificialmente alla madre, succhiandosi una zampa o il cordone ombelicale. Una volta nati hanno dimostrato una minore adattabilità alle situazioni nuove e non consuete.
Altri studi hanno dimostrato che nella fase di gestazione anche i futuri gusti dei cuccioli vengono influenzati dall'alimentazione materna.

In poche parole, se volete dei cuccioli sani ed equilibrati, concordate con il vostro veterinario di fiducia la giusta alimentazione della mamma, coccolatela delicatamente sulla pancia per pochi minuti al giorno e proteggetela dallo stress: viziatela!

Ecco cos'era...

Arriva finalmente il grande giorno: nascono dei fagottini ciechi e sordi, cioè in perfetta salute... Sono pronti per fare l'unica cosa importante dei loro primi 15 giorni di vita: poppare, poppare e poppare. A tutto il resto pensa la loro super mamma e il dolce Orfeo. zzz zzz zzz
Durante primi quindici giorni di vita, se la cagna lo consente, è importante accarezzare i cuccioli delicatamente per trasmettergli attraverso il tatto la conoscenza dell’uomo.
Se le carezze verranno date nel momento della poppata si avrà la certezza di una prima e fondamentale associazione positiva con la presenza umana.

Geronimoooo!

Durante la terza settimana di vita capirete perchè in molti vi avevano chiesto: "Siete sicuri?"
I nostri piccoli argonauti sviluppano la vista ed inizian o a fare i propri bisognini senza l'aiuto di mammà.




Volemose bene.

Dalla quarta settimana i cuccioli iniiziano a socializzare e ad arrufianarsi il mondo: iin questa fase hanno una massima capacità di apprendimento, per cui le sue azioni non sono più tanto guidate da comportamenti innati ed istintivi ma dall’elaborazione delle varie esperienze a cui è sottoposto.
Le sue capacità sensoriali, praticamente complete, lo spingono ad esplorare l’ambiente che lo circonda e a interessarsi sempre più a tutto ciò che si svolge sotto i suoi occhi.
Inizia la socializzazione secondaria o interspecifica rivolta ad altre specie animali e verso l’uomo.
Bisogna socializzare le piccole iene con persone e animali diversi (socializzazione intraspecifica) e con diversi ambienti (socializzazione ambientale) perchè abbiano crescendo la capacità di accettare senza timori nuove esperienze.
La madre in questo periodo svolge un compito fondamentale, essa infatti dalla quarta settimana in avanti insegna ai suoi cuccioli le basi per relazionarsi in maniera corretta (socializzazione cospecifica).
Se un cucciolo è irruente con lei o con i fratelli, lo sgrida, ringhiandogli e se esagera ne blocca il comportamento mettendo la sua zampa sopra di lui. In questo modo il cucciolo inizia ad apprendere i concetti di calma e di autocontrollo, tanto preziosi in età adulta, come ad esempio l'inibizione al morso. Alla settima settimana compare un ulteriore processo, chiamato facilitazione sociale, per il quale il cucciolo è in grado di imitare sia la madre sia i fratelli. Impara per esempio che non deve avvicinarsi troppo alla ciotola della madre che mangia, le regole gerarchiche esistenti tra cani, a sottomettersi nel caso in cui venga attaccato, a mantenere i conflitti fra fratelli al di sotto di una soglia accettabile che non sfoci in violenza, e soprattutto impara a regolare il suo morso in modo da non far male alla sua famiglia.
Il pianto dei fratelli e soprattutto l’immediato intervento della madre sono le garanzie di un futuro cane adulto cosciente della potenza del suo morso.

E dopo tanta fatica per crescerlo dobbiamo separarcene...



Inserito il 10 Nov 2009 da ulisse


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